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I profondi cambiamenti culturali, i favorevoli risultati ottenuti nelle altre branche chirurgiche con le tecniche mininvasive e i promettenti contributi forniti dalle nuove tecnologie impongono anche alla chirurgia ortopedica di adeguarsi e apportare quelle modifiche tecniche e procedurali in grado di rendere l’intervento più sicuro, rispettoso dei tessuti e vantaggioso dal punto di vista clinico. La chirurgia mininvasiva è una “filosofia”, una scelta procedurale irreversibile e ormai irrinunciabile a cui crediamo profondamente per l’affidabilità dimostrata, destinata peraltro al perfezionamento e all’espansione in molti settori operativi.
Sergio Candiotto, Pietro Ruggieri
Nella chirurgia ortopedica numerosi sono ormai gli ambiti di applicazione delle tecniche mininvasive: dalle procedure artroscopiche, sempre più diffuse e poli-distrettuali, alle innovative soluzioni introdotte nella traumatologia, come ad esempio lo sviluppo delle tecniche percutanee o la MIPO (Minimally Invasive Plate Osteosynthesis) in talune complesse fratture tibiali.
Un settore in cui si registrano risultati di sicuro interesse clinico con la tecnica mininvasiva è quello della chirurgia protesica dell’anca, soprattutto per favorevole adattamento alle condizioni cliniche particolari (grandi anziani, comorbidità, stati clinici compromessi) che la rende meno rischiosa e preferibile rispetto alle tecniche tradizionali.
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