Non ci sono recensioni
A dieci anni dalla seconda edizione, “La Semeiotica del Dolore: I presupposti teorici e la pratica clinica” si rinnova con questa terza edizione, aggiornata per integrare i progressi scientifici dell’ultimo decennio e offrire una revisione profonda di molti aspetti legati alla fisiopatologia del dolore.
Un punto centrale del volume è il legame fra i meccanismi patogenetici del dolore, i farmaci per contrastarli e la loro espressività clinica.
Comprendere questi meccanismi consente di risalire alle cause del dolore e intervenire con maggiore efficacia: questa è la “semeiotica”.
Un capitolo specifico è dedicato alla “malattia dolore”, ovvero il dolore cronico come disfunzione del sistema nocicettivo, e al ruolo dei cofattori patogenetici. Un volume che unisce teoria, pratica e riflessione, destinato a lasciare un segno nel campo della medicina del dolore.
Sono trascorsi 10 anni dalla pubblicazione della II edizione del “La Semeiotica del dolore: i presupposti teorici e la pratica clinica” e l’elaborazione della presente III edizione, ritenuta opportuna e richiesta dall’Editore e da me accolta con entusiasmo, ha stimolato di giorno in giorno durante la sua attuazione una lunga serie di riflessioni che, a parte lo scontato aggiornamento sui progressi compiuti negli ultimi 10 anni, hanno comportato significative revisioni su molti aspetti che riguardano la fisiopatologia del dolore (per esempio, si deve combattere l’infiammazione che è una difesa dell’organismo o la causa che la produce?) e il rimarcare alcuni concetti che ritengo di particolare rilevanza come la correlazione fra i meccanismi patogenetici del dolore ed i farmaci per contrastarli e quella fra questi meccanismi e la loro espressività clinica. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, va ribadito che se conosciamo il meccanismo patogenetico del dolore, possiamo comprendere perché esso produce una determinata espressione clinica e con un ragionamento speculare, verificando una certa espressione clinica, possiamo risalire al meccanismo patogenetico… e questa è la “semeiotica”!
Inoltre, ho dato particolare rilievo, dedicando all’argomento un intero Capitolo, al ruolo dei cofattori patogenetici nella produzione del dolore con particolare riferimento alla ridotta soglia del dolore come causa del dolore cronico, non solo reinterpretato come “tipo patogenetico” ma come entità clinica identificabile con la “malattia dolore” intesa come disfunzione del sistema nocicettivo.
Infine, un altro aspetto fortemente rimarcato in questa III edizione è il concetto di “Algologia e medicina del dolore” come specializzazione medica che nell’ultimo mezzo secolo ha provato a nascere ma non ha mai visto per davvero la luce… soffocata dall’ambizione di improvvisarsi “terapisti del dolore” e dalla mancanza di una chiara definizione di quello che dev’essere il suo patrimonio culturale (forse argomento di un mio prossimo libro, se l’Editore sarà d’accordo) derivato dal sapere di molte specializzazioni e, a ritroso, dal sapere medico in generale.
Guido Orlandini
Sei sicuro di voler eseguire questa azione?